In pianeta gemello della Terra - foto EISA

In pianeta gemello della Terra - foto EISA

Molto spesso, scrivere un romanzo, significa scrivere solo una parte della storia. Buona parte rimane o dentro lo scrittore oppure da qualche altra parte. Prendiamo ad esempio Jules Verne che scrive una storia come Il giro del mondo in 80 giorni. La scrive nel 1873 e più o meno tutti ne ricordiamo la trama.
Ieri sera in televisione hanno trasmesso un film prodotto dalla Walt Disney, basata molto liberamente sul romanzo di Verne, con protagonista Jackie Chan nella parte di Passepartout e Steve Coogan in quella Phileas Fogg. La visione del film ha scatenato i miei ricordi, e soprattutto il fatto che il romanzo di Verne ha non un semplice e banale seguito scritto dall’autore, ma bensì un “doppio”.
farmer
Si tratta del romanzo Il diario segreto di Phileas Fogg (The Other Log of Phileas Fogg) che lo scrittore di sf Philip Josè Farmer scrive nel 1973 e che spiega un’altra realtà: lo scienziato inglese è in realtà un agente segreto in lotto contro nemici alieni che minacciano di invadere la Terra.
Lo stesso Farmer, nel prologo del romanzo (pubblicato in Italia purtroppo solo nel numero 1140 della collana Urania), ci chiarisce alcuni fatti: “Consideriamo certi accenni di Verne che riguardano Phileas Fogg. Che era in grado di vivere mille anni senza invecchiare. Che la sua ammissione al riservatissimo Reform Club era un mistero… Nessuno sapeva da dove venissero Fogg e il suo patrimonio… Fogg, a quanto pareva, era un uomo di abitudini rigorosissimamente metodiche. I vicini non solo potevano regolare l’orologio sull’ora del suo passaggio, ma dovevano chiedersi se era davvero un uomo e non un congegno meccanico di leve e ingranaggi… E aveva viaggiato quell’uomo che limitava le proprie attività ad una zona ristrettissima di Londra? Dava l’impressione di conoscere ogni parte del mondo, fino ai luoghi più lontani…”.
L’approccio di Farmer alla letteratura, del resto, è proprio quello di “completare” in un certo qual modo la realtà; è un fatto evidente in quasi tutta la sua produzione, dal ciclo del Fiume a quello dei Fabbricanti di universi.
La complementarietà, nella letteratura, è un fatto auspicabile.
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